Un pomeriggio di qualche settimana fa', mi reco al supermercato con Ludovica giusto per prendere qualcosa per la cena, una scappatina veloce e poi dritte a casa.
Nel momento in cui mi metto in coda alla cassa ho modo di osservare un paio di situazioni che mi hanno lasciato con l’amaro in bocca.
Prima una donna che di fretta e furia preme per uscire quanto prima non curante della figlia che piange nel passeggino, senza neanche degnarla di uno sguardo.
La piccola sta piangendo ma non viene neanche guardata. Ora capisco che è difficile, che alcune situazioni sembrano ingestibili, ma capisco anche che dietro lo stress e la difficoltà si celano tante mancanze.
Subito dopo un’altra mamma che minaccia il figlio più e più volte per farlo smettere di piangere, non sto esagerando, lo minaccia di non volergli più bene.
Ora, io mi sto affacciando al mondo della genitorialità da solo un anno, e non sono qui per insegnare, né tantomeno per giudicare. Queste situazioni mi hanno lasciato solo tanta tristezza e hanno acceso in me un campanello: impegnarmi con tutte le mie forze per trovare un equilibrio come donna e madre, fortificarmi per non crollare dinanzi alla stanchezza, non cedere alla pressione dello stress a discapito di mia figlia.
Se ho deciso di parlarne è perché vorrei che si creasse un confronto, una rete di dialogo e di sostegno tra genitori e non ci si giudichi a vicenda e basta. Non esiste il genitore perfetto e chi crede di esserlo si illude. Solleva sapere che non siamo soggetti a votazioni, che non esiste un sistema che valuta il nostro comportamento, ma non possiamo ignorare quanto esso incida in maniera sostanziale sullo sviluppo psichico ed emotivo dei nostri figli ed è nostro dovere fare di tutto per non pesare su di loro.
Dopotutto è raro che un bambino pianga o faccia i capricci per nulla, spesso c’è una richiesta, un desiderio di essere ascoltato, un bisogno incessante di sentirsi al centro della nostra vita, e purtroppo il bambino non sa che in quel momento abbiamo altri mille pensieri e impegni a cui dobbiamo provvedere.
Con i ritmi che ci troviamo a vivere, con le giornate che sembrano non bastare, spesso corriamo il rischio di perdere di vista i nostri bambini, i loro bisogni e la loro crescita interiore.
Questa è la nuova sfida di noi genitori odierni, non possiamo certo negare la difficoltà di crescere uno o più figli nella nostra società, ma con il giusto sostegno, un po’ di autoironia e di complicità si possono fare passi da giganti!
Come trasformare l’amaro e la frustrazione in qualcosa di produttivo? Qualcosa che serva, sia di aiuto e di supporto?
Con la cosa più semplice e antica del mondo: Il dialogo e il confronto.
Inauguriamo un percorso incentrato su quattro tematiche che riguardano i genitori, ma anche nonni, educatori, babysitter, insomma chiunque si prenda cura dei nostri piccoli.
Ho scelto quattro grandi tematiche che reputo fondamentali:
- ASCOLTO
- COMUNICAZIONE EFFICACE
- AFFIDABILITA’ E COERENZA
- EMOTIVITA’
Iniziamo la settimana prossima con il primo argomento, qui sul blog e sul mio profilo IG.
Grazie per la vostra presenza e a chi vorrà condividere un pò della sua esperienza!
Le foto di questo post sono state scattate da mio marito Simone, mentre provavo a scrivere con Ludovica in braccio e mi sembravano appropriate al tema di questo post.
A presto.
A.



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