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La porta gialla

Ci sono dei momenti della vita in cui ti fermi a riconsiderare tutto il tuo percorso e le possibili scelte che potrebbero disegnare le strade future. E' come trovarsi alla hall di un albergo e aspettare di avere il numero della tua stanza, in modo da avere la certezza di sapere dove ti sveglierai il giorno seguente. Ebbene, la questione si complica nel momento in cui puoi scegliere, pagando il supplemento, di avere una camera più adeguata alle tue esigenze.

- Porta gialla, esposta a est con vista mare, grazie!

No scherzavo. Il punto è che tutti vorremmo saltare la fase decisionale, con il relativo sovrapprezzo, e trovarci già comodamente sistemati con tanto di fattorino che ci porta su la valigia. 





















Quanto è difficile scegliere. 

Anzi no, la scelta forse è la parte più semplice, perché spesso noi sappiamo ciò che vogliamo e sappiamo come farlo capire a chi ci circonda. 
La parte più dura è il prezzo da pagare, che spesso sta proprio nel privarci di qualcosa o di qualcuno, di abbandonare delle false speranze, o semplicemente, nel guardare alla nostra vita quotidiana senza illusioni.

Dico questo perché a lungo sono stata concentrata sulle mie illusioni, su una vita immaginata e poco vissuta. Poi è giunto il giorno di pagare il conto e mi sono resa conto che se volevo una superior allora dovevo cominciare a mettere da parte qualche spicciolo. A lavorare per ciò che volevo dalla vita e da me stessa.






































Da quel momento è iniziato il mio percorso, la mia scelta di vivere per ciò che conta davvero. 
La scelta di non farmi riempire il cervello di frottole di cose che "sembrano" importanti e poi non danno alcun valore alla vita.
Da lì ho cominciato a riconsiderare il mio modo di guardare al lavoro, al denaro, al successo. A considerare il valore intrinseco della vita stessa.

Fondamentalmente tutti cerchiamo appagamento e soddisfazione, ma quasi sempre non centriamo il bersaglio. Corriamo affannosamente verso una meta che ci sembra irraggiungibile, ma più corriamo più la meta si allontana. Strano vero?

Da quel momento l'ansia è nostra amica intima e si insinua nelle relazioni, nelle amicizie e nelle nostre piccole solitudini, che col tempo non sono più tanto piccole. Della serie, ansia-state of mind.

Ho conosciuto persone che hanno "scelto" questo stile di vita e devo dirlo - fortunatamente - ne ho conosciute altre. 

Persone che mi hanno fatto innamorare della vita, della gioia di inseguire un piccolo sogno, anche se va contro la logica del buon senso, che poi ci sarebbe tutto un discorso su quello che penso del "buon senso", ma ho pietà di voi e me lo tengo per me. 

Ho guardato alla mia vita tra qualche anno e ho pensato che mai e poi mai avrei voluto vivere ogni singolo giorno rincorrendo un ideale sempre più evanescente (come la biancheria intima di Victoria's Secret!).

Ho conosciuto persone che nella vita hanno fatto centro, ho visto che la felicità è una scelta quotidiana e ho visto realizzato il motivo per cui siamo al mondo, noi poveri sciagurati che un giorno ci sentiamo eroi e il giorno dopo ci dimentichiamo come funziona la lavatrice!


























Di tiri ne facciamo tanti, ma pochi centrano il bersaglio. 
L'importante è non perderlo mai di vista, non lasciarsi convincere che quel bersaglio è troppo lontano ed è meglio trovarne un altro. L'importante è avere chiara la meta, sapere dove è diretta la nostra vita, ciò che la rende unica e meravigliosa anche con mille pensieri per la testa.

Spesso facciamo tanti tiri nella direzione sbagliata, scambiando per bersaglio ciò che non lo è. 
A volte basta solo cambiare direzione, guardare le cose dalla giusta prospettiva e allenarsi per non farsi cogliere impreparati. Non si sa mai quale sia la freccia giusta. 

Come diceva il grande Pino Daniele Yes I know my way.
E non si torna indietro.

With love. Be human.
A.

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